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Normativa

Diffamazione e cronaca

Redazione · 2026-10-09 · lettura 4 min

Pubblicare un'inchiesta espone il giornalista al rischio di querela per diffamazione. La legge tutela la reputazione delle persone, ma riconosce anche il diritto di raccontare fatti di interesse pubblico. L'equilibrio dipende da tre criteri elaborati dalla giurisprudenza.

I tre requisiti

  • Verità del fatto: il fatto narrato deve essere vero, anche se non necessariamente in ogni dettaglio; è ammessa la verità putativa solo in casi limitati.
  • Pertinenza: l'informazione deve avere interesse pubblico e essere collegata al fatto.
  • Continenza: le espressioni devono essere misurate e non gratuitamente offensive.

La sentenza 5259/1984

La Corte di cassazione ha fissato in una storica sentenza i criteri che ancora oggi orientano i giudici: utilità sociale dell'informazione, verità dei fatti, continenza formale. È il cosiddetto "decalogo" del giornalista, spesso citato nelle aule.

Verità e interpretazione

Distinguere fatti e opinioni è essenziale. Un'opinione può essere aspra, ma deve fondarsi su fatti veri. Un fatto, anche vero, può diventare diffamatorio se presentato in modo da suggerire conclusioni non dimostrate.

La rettifica

La legge prevede la pubblicazione della rettifica per i contenuti lesivi. Rispondere rapidamente a una richiesta fondata riduce i danni e dimostra buona fede.

Consigli pratici

Conservare i documenti, offrire sempre il diritto di replica, evitare titoli che vanno oltre il contenuto, far rivedere i passaggi più delicati a un legale quando il rischio è alto.

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