Metodo
OSINT: intelligence da fonti aperte
OSINT è l'acronimo di Open Source Intelligence: l'insieme delle tecniche di raccolta e analisi di informazioni provenienti da fonti pubblicamente accessibili. Non significa "gratis" né "semplice": significa che il materiale non richiede accessi riservati, ma esige metodo.
Le fonti
Le fonti OSINT comprendono registri pubblici, atti societari, siti istituzionali, social network, immagini satellitari, archivi web, bollettini ufficiali e banche dati aperte. Ogni fonte ha specificità e limiti: un registro camerale non dice se un'azienda è sana, un profilo social non prova che una persona abbia fatto qualcosa.
Il ciclo di lavoro
- Definizione della domanda: che cosa voglio verificare esattamente?
- Raccolta: quali fonti possono rispondere, e con quale grado di affidabilità?
- Conservazione: salvare pagina, data, URL e hash del contenuto.
- Analisi: collegare i dati, cercare conferme indipendenti.
- Verifica: ripercorrere il ragionamento come farebbe un revisore esterno.
Limiti etici e legali
Un'informazione pubblica non è automaticamente pubblicabile: occorre valutare l'interesse pubblico, la notorietà delle persone coinvolte e la proporzionalità. L'OSINT non autorizza a violare la privacy, a usare credenziali altrui o a raccogliere dati con mezzi ingannevoli.
L'errore più comune
Confondere la disponibilità di un dato con la sua verità. Un profilo falso, un archivio obsoleto o un documento contraffatto possono ingannare anche il ricercatore esperto. La regola resta la stessa: due riscontri indipendenti prima di pubblicare.